Sant’Ilario d’Enza, il laboratorio Mavarta

Sant’Ilario d’Enza (RE)
Centro Culturale Mavarta, via Piave 2

per info:
Mariuccia Cappelli, tel. 0522 672272 | archeovaldenza@yahoo.it
Sonia Lo Giudice, tel. 339 2352660 | sonialogiudice@hotmail.it


La sede di riferimento del Gruppo Storico Archeologico della Val d’Enza è a Sant’Ilario nel Centro Culturale Mavarta.

Mavarta è il nome di una giovane donna di origine barbarica vissuta tra il V e VI secolo d.C., la cui lapide sepolcrale, trovata nel 1880 da Gaetano Chierici nei pressi della chiesa parrocchiale di Sant’Eulalia, è il più antico reperto cristiano della provincia di Reggio Emilia e nel contempo il primo documento medioevale santilariese. La lapide, che è conservata presso i Musei Civici di Reggio Emilia, testimonia che la civiltà romana e quella dei popoli germanici convivevano sul nostro territorio e il cristianesimo era pratica diffusa.

Il trasferimento della nostra associazione nella nuova sede, è avvenuto nel 2000 dopo la ristrutturazione dell’edificio, che ospita anche altre associazioni.  La disponibilità da parte dell’Amministrazione comunale a concederci i locali, testimonia la fiducia e il riconoscimento dell’attività svolta nel corso degli ultimi cinquant’anni. Il Gruppo archeologico, in precedenza, era ospitato negli scantinati del Municipio e poi in un’aula della scuola elementare Calvino di Calerno.

Nella nuova sede è stato possibile allestire il percorso didattico, fondamentale per l’attività rivolta alle scuole che svolgiamo da sempre e il magazzino, che ha ordinato il materiale accumulato nel corso degli anni, proveniente dalla ricerca di superficie. Anche i libri hanno trovato un’adeguata sistemazione e la biblioteca è utilizzata non solo dai volontari, ma anche da insegnanti e da coloro che pur non essendo soci, sanno di poter trovare notizi e su particolari argomenti.

Laboratorio Mavarta.
Da sinistra, Mariuccia Cappelli, Cesare Pellicelli, Renzo Tagliavini, Silvio Chierici.

Laboratorio Mavarta, i volontari durante una riunione.


La nostra storia

Laboratorio Mavarta.
Da sinistra, Mariuccia Cappelli, Cesare Pellicelli, Renzo Tagliavini, Silvio Chierici

I laboratori didattici

2002,  laboratorio Mavarta
Sabrina Basoni con una classe della scuola elementare Munari durante un laboratorio


Filmato realizzato nel 2016 per la V edizione di “Io amo i beni culturali” dagli allievi della II e III media dell’Istituto Leonardo da Vinci di S.Ilario d’Enza


 “Tannetum” operra scultorea realizzata da Graziano Pompili
nel parco del Centro Mavarta

www.bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it
IBC – istituto per i beni artistici, culturali e naturali dell’Emilia Romagna


PARCO ARCHEOLOGICO E NATURALISTICO
LITUUS – BOSCO TERRACQUA

Domenica 9 Ottobre 2011
PARCO ARCHEOLOGICO E NATURALISTICO
LITUUS – BOSCO TERRACQUA

Inaugurazione parco Lituus

Questo sito, scoperto nel 2004 su segnalazione del Gruppo Storico
Archeologico della Val d’Enza, fa parte di un più ampio villaggio il cui
impianto si può datare a partire dal VI secolo a. C.

il lituus

il villaggio

il pozzo

la fornace

la strada

Sant’Ilario d’Enza, frammento di lituo di epoca etrusca
(Musei Civici di Reggi Emilia)


I RITROVAMENTI PIU’ IMPORTANTI:

NECROPOLI ETRUSCA DEL BETTOLINO, LOCALITA’ A SUD DI SANT’ILARIO (1985)

La piccola necropoli di almeno 12 tombe (qualcun’altra è stata probabilmente asportata dalle trincee del cantiere edile sul posto), estesa su un’area di poco più di 100 mq, era composta da sette tombe ad incinerazione costituite da doli di varia forma e da cinque inumazioni, una sola delle quali intatte. Le inumazioni, tutte orientate est-ovest con capo ad ovest, sembrano prive di corredo. Le incinerazioni invece hanno tutte un corredo più o meno ricco. Di seguito alcuni reperti recuperati dallo scavo diretto in una fase iniziale dal Gruppo e dall’archeologo James Tirabassi e in seguito direttamente dalla Soprintendenza.

Filmato realizzato nel 2016 per la V edizione di “Io amo i beni culturali” dagli allievi della II e III media dell’Istituto Leonardo da Vinci di S.Ilario d’Enza


1985, Bettolino, dolio

1985, recupero di dolio

Musei Civici di Reggio Emilia, dolio della necropoli del Bettolino

1985, Bettolino, pendaglio con nettaunghie

La necropoli del Bettolino
di James Tirabassi


DAL POZZO RITROVATO LUNGO IL TORRENTE ENZA, CASE BURRASCHE, GATTATICO (1979)

Durante una ricognizione, l’archeologo James Tirabassi individua un pozzo che risulterà profondo quasi 10 metri. L’incarico dell’esplorazione viene conferita dai Musei Civici di Reggio Emilia allo stesso Tirabassi, che si avvale dell’aiuto del Gruppo archeologico.

1979, S.Ilario d’Enza, case Burrasca
James Tirabassi mentre si cala nel pozzo.
Da destra, Azio Giovannelli, la moglie di Azio, Francesco Dell’Eva e Claudio Catellani.

Il materiale recuperato è stato studiato dal dottor Luigi Malnati e ha permesso di datare il pozzo al VI-V secolo a.C.

1974, Sant’Ilario d’Enza, situla in bronzo

Sant’Ilario d’Enza, oinochoe

Sant’Ilario d’Enza, ciotola graffita


REPERTI PROVENIENTI DA SANT’ILARIO

Sant’Ilario d’Enza, Aureo dell’imperatore Augusto, I secolo d.C.
(Musei Civici di Reggio Emilia)

S.Ilario d’Enza, esagonette.
Elementi di terracotta a forma di esagono che uniti formano una pavimentazione

1978, Sant’Ilario d’Enza, scavo di via Allende


Iniative 2019

Il Gruppo Storico Archeologico della Val d’Enza in Fiera d’Ottobre a S.Ilario d’Enza

Renzo, Mariuccia e Edo al banchetto del Gruppo Storico Archeologico

Sergio e il Torchio da stampa

Le bellissime stampe fatte con il Torchio su carta fatta a mano,
da sinistra il Logo del Gruppo Storico Archeologico, la moneta trovata nel 2017 nei pressi del Castellazzo, la pedina trovata nel 2018 sempre nei pressi del Castellazzo, il disegno di come si doveva essere probabilmente il Castellazzo e la pedina trovata nell’ultimo scavo del 2019 sempre nei pressi del Castellazzo.

Le stampe si possono ancora acquistare presso la Sede del Gruppo Storico Archeologico, per questo si prega di contattare Mariuccia!


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